Discussione:
Mio figlio ha le idee chiarissime
(troppo vecchio per rispondere)
Marco O. dal quark bunga bunga
2011-05-23 15:31:32 UTC
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A volte il piccolo Stefano O. è commovente.

Domenica prossima (29 maggio) ha la Prima Comunione nella parrocchia
cattolica dove gli hanno rotto le sferette in tutti i possibili modi.

Per ultimo domenica 15 maggio voleva andare al raduno diocesano
dell'ACR, ma gli avevano detto che doveva obbligatoriamente andare in
parrocchia alla Messa delle 10:00 per "recuperare" le troppe assenze
fatte nell'anno.

Domenica scorsa (22 maggio) siamo andati alla chiesa evangelica per
l'incontro con la "Lott Carey", che aveva già conosciuto venerdì sera.

Prima di uscire ha preso due Euro dal suo salvadanaio e mi ha detto:
"Voglio fare un'offerta alla chiesa evangelica perché sono simpatici
ed aiutano i poveri. Don Alberto (il parroco cattolico) ci ha dato una
busta e ci ha detto che i genitori devono fare un'offerta per la Prima
Comunione, ma io non voglio che gli diate niente perché è antipatico,
conta le presenze a Messa e non fa niente per i bambini. Non c'è più
neanche l'oratorio. Poi per la Cresima voglio andare dai protestanti".

Poi ha espresso un altro concetto interessante. Ha detto che secondo
lui i bambini dovrebbero fare la Prima Comunione senza i genitori ed
andare tutti insieme a festeggiare da McDonald. Sulla scelta del
locale avrei qualcosa da ridire, ma il concetto mi sembra
interessante.

M.
ElenasLoom
2011-05-24 11:07:15 UTC
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On 23 Mag, 17:31, "Marco O. dal quark bunga bunga"
Post by Marco O. dal quark bunga bunga
Poi ha espresso un altro concetto interessante. Ha detto che secondo
lui i bambini dovrebbero fare la Prima Comunione senza i genitori ed
andare tutti insieme a festeggiare da McDonald. Sulla scelta del
locale avrei qualcosa da ridire, ma il concetto mi sembra
interessante.
In effetti se ripenso a quando la Comunione l'ho fatta io (TAAAANTI
anni fa...), devo dire che era leggermente diversa rispetto ad
adesso..A Catechismo ci andavano i bambini, e basta. Non c'era questa
smania di voler coinvolgere i genitori a tutti i costi, quasi che non
si potesse fare la Prima Comunione se tutta la famiglia non era stata
un tot di volte in ritiro, o in riunione o chissa' dove, e guai se si
manca...La Prima Comunione era un evento che riguardava i bambini, e
noi ne eravamo consapevoli (e ci sentivamo giustamente "al centro" di
questa cosa)
Adesso...Boh? Catechismo sembra una cosa che deve coinvolgere per
forza l'intera famiglia, quasi che il bambino non sia in grado di
capire ne' di gestire da solo questa situazione...Secondo me e' un po'
svilente, perche' alla fine pare che la presenza della famiglia agli
incontri (riunioni, ritiri, ecc.) sia altrettanto importante di quella
del bambino (che spesso e' gia' un ragazzino; la Prima Comunione non
si fa piu' in seconda elementare come ai miei tempi!) e che quindi, in
fondo , il Sacramento non riguardi tanto lui quanto la famiglia "che
e' stata brava a riuscire a partecipare a tutti gli incontri
previsti"; perche' poi per assicurarsi la partecipazione di tutti
bisogna per forza imporre controlli e "punizioni" per i
trasgressori...Del tipo "non sei venuto a due ritiri, QUINDI tuo
figlio non fara' la Comunione quest'anno. Non sto scherzando, in una
parrocchia vicina siamo a questi livelli .
Ai bambini resta la domanda "ma se sono io a fare la Prima Comunione,
perche' allora e' obbligatoria la presenza di tutti in cosi' tante
occasioni?" Un po' piu' di autonomia, IMHO, non guasterebbe e penso
che in generale i bambini l'apprezzerebbero.

Elena
bonaiuti
2011-05-24 11:31:16 UTC
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Post by ElenasLoom
Adesso...Boh? Catechismo sembra una cosa che deve coinvolgere per
forza l'intera famiglia, quasi che il bambino non sia in grado di
capire ne' di gestire da solo questa situazione...
Non sono molto d'accordo.
Mi sembra che l'iniziazione cristiana non possa prescindere dal
coinvolgimento della famiglia, visto che la stessa dovrebbe essere e
rappresentare una vera e propria chiesa domestica.
Oltre a questo, proprio pensando alle tante famiglie in difficoltà,
sciolte e/o ricostituite, il partecipare insieme al ragazzino alla
catechesi può essere un'utile occasione per riavvicinarsi a Cristo.
Diverso è il discorso sul come vengono organizzate le cose nelle singole
realtà parrocchiali e sul come si debbano affrontare le specifiche
situazioni familiari.

Saluti
Marco O. dal quark bunga bunga
2011-05-24 17:08:58 UTC
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Post by bonaiuti
Post by ElenasLoom
Adesso...Boh? Catechismo sembra una cosa che deve coinvolgere per
forza l'intera famiglia, quasi che il bambino non sia in grado di
capire ne' di gestire da solo questa situazione...
Non sono molto d'accordo.
Mi sembra che l'iniziazione cristiana non possa prescindere dal
coinvolgimento della famiglia, visto che la stessa dovrebbe essere e
rappresentare una vera e propria chiesa domestica.
Nella maggior parte dei casi non lo è ed i bambini lo capiscono
benissimo. Meglio non essere accompagnati che essere accompagnati
"obtorto collo".

Ma la lamentela era contro le feste eleganti che piacciono più ai
grandi che ai festeggiati.

M.
bonaiuti
2011-05-24 18:28:02 UTC
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Post by Marco O. dal quark bunga bunga
Post by bonaiuti
rappresentare una vera e propria chiesa domestica.
Nella maggior parte dei casi non lo è ed i bambini lo capiscono
benissimo. Meglio non essere accompagnati che essere accompagnati
"obtorto collo".
Vabbè... ma si dovrebbe partire da un modello (famiglia/chiesa
domestica) per poi arrivare, nel modo più adatto, alle singole e
diversissime situazioni. E' ovvio che le famiglie che non praticano o
quelle mono genitoriali o quelle ricomposte vadano approcciate ed
accompagnate nell'iniziazione cristiana in modo diverso (tenendo però
ben presente che ciò non significa ghettizzarle).
E' altrettanto ovvio che non è un compito facile da realizzare.

Saluti
Marco O. dal quark bunga bunga
2011-05-24 19:49:18 UTC
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Vabbè ... ma si dovrebbe partire da un modello (famiglia/chiesa
domestica) per poi arrivare, nel modo più adatto, alle singole e
diversissime situazioni. E' ovvio che le famiglie che non praticano o
quelle mono genitoriali o quelle ricomposte vadano approcciate ed
accompagnate nell'iniziazione cristiana in modo diverso
OK, bel discorsetto. :-)

Nella classe di Stefano erano in 23, 3 protestanti, 2 non religiosi,
17 cattolici (almeno di battesimo) e Stefano, figlio di coppia mista.
Alla prima riunione per il catechismo eravamo in 16, ma 4 hanno
rinunciato perché il catechismo era di domenica. Sono partiti in 12,
ma solo 2 di famiglia più o meno praticante, ed uno dei due (il nostro
ceffo) di famiglia poco inquadrabile in parrocchia. L'unica mamma ad
andare a Messa tutte le domeniche è la catechista.

Come dovevano fare?

M.
ElenasLoom
2011-05-26 07:35:37 UTC
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On 24 Mag, 19:08, "Marco O. dal quark bunga bunga"
Post by Marco O. dal quark bunga bunga
Ma la lamentela era contro le feste eleganti che piacciono più ai
grandi che ai festeggiati.
Questo e' vero, ma mi sono fatta l'idea che per tanti genitori sia una
specie di hobby organizzare feste ed eventi per i figli..Ho visto
persone che facevano feste di compleanno gia' al nido (quando ai figli
"non glie ne potrebbe fregare di meno"), invitando tutti i "compagni
di classe"(che magari nemmeno camminavano, ne' parlavano...) .... La
cosa di solito prosegue negli anni successivi e sono cose che
gratificano piu' i genitori dei figli; almeno finche' i figli non
raggiungono un'eta' tale da avere il loro gruppo di amici a da poter
decidere un po' autonomamente chi vorrebbero invitare, (e se fare una
festa oppure no...)

Per quanto riguarda Prime Comunioni e Cresime comunque entrano in
gioco anche discorsi di tradizione (in certi posti "si deve" celebrare
fastosamente...) di aspettative dei parenti (se non inviti tutti al
pranzo poi ci sono quelli che si offendono...) ....Grazie a Dio sono
riuscita ad evitare queste cose, ma capisco che per molte persone sia
praticamente un obbligo!

Elena
ElenasLoom
2011-05-26 07:28:02 UTC
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Post by bonaiuti
Oltre a questo, proprio pensando alle tante famiglie in difficoltà,
sciolte e/o ricostituite, il partecipare insieme al ragazzino alla
catechesi può essere un'utile occasione per riavvicinarsi a Cristo.
Ma infatti immagino che sia questa l'idea dei parroci quando obbligano
(registri di conteggio presenze alla mano) le famiglie a
partecipare ...
Pero'....
Il "riavvicinarsi" ha senso se si tratta di un atto spontaneo.
"Riavvicinarsi" implica che ci sia stato un allontanamento... Che non
e' avvenuto MAI per caso! Uno non si allontana dalla Chiesa perche'
"si dimentica" di andare a messa o di pregare.
Alla base dell'allontanamento di queste famiglie' c'e' sempre una
decisione...Che puo' essere stata causata da tanti fattori, magari
discutibili o sbagliati, ma che molto spesso non si puo ' risolvere
semplicemente costringendo le persone a partecipare a riunioni e
ritiri in cui si finge di essere tutti bravi cristiani! Perche' poi
e' cosi', in tali occasioni nessuno prende mai in considerazione le
"minoranze" o le situazioni particolari, o quelli che sono presenti
solo perche' obbligati...Si finge che sia una cosa cui tutti
partecipano spontaneamente e che anzi siano felici di essere li'.
Magari qualcuno lo sara' pure, ma dai commenti con le altre mamme mi
pare che la cosa venga percepita piu' che altro come una costrizione:
c'e' la riunione della scuola per sentire cos'hanno da dire le
maestre, e c'e' il ritiro del catechismo perche' altrimenti si viene
segnati nella lista dei cattivi...Le cose sono sullo stesso piano.
Solo un altro "impegno" causato dall'avere figli in eta' scolare.
Il "riavvicinare" le persone alla religione in quel modo, mi sembra
anzi che abbia il risultato opposto (e penso che i dati mi diano
ragione...)
Sarebbe allora molto meglio concentrarsi sui ragazzi...

Elena
Marco O. dal quark bunga bunga
2011-05-26 08:50:48 UTC
Permalink
Post by ElenasLoom
Il "riavvicinare" le persone alla religione in quel modo, mi sembra
anzi che abbia il risultato opposto (e penso che i dati mi diano
ragione...)
Sarebbe allora molto meglio concentrarsi sui ragazzi...
Quoto e sottoscrivo. Da noi l'esito è stato DISASTROSO;

M.
bonaiuti
2011-05-26 11:12:40 UTC
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Post by ElenasLoom
Post by bonaiuti
Oltre a questo, proprio pensando alle tante famiglie in difficoltà,
sciolte e/o ricostituite, il partecipare insieme al ragazzino alla
catechesi può essere un'utile occasione per riavvicinarsi a Cristo.
Ma infatti immagino che sia questa l'idea dei parroci quando obbligano
(registri di conteggio presenze alla mano) le famiglie a
partecipare ...
Se i sacerdoti "obbligano" o se ci sente obbligati (da una idea
sbagliata della chiesa...) si parte con il piede sbagliato.

Nessuno nega che esistano dannosissimi parroci che dovrebbero pensare ad
un serio percorso psicologico o addirittura psichiatrico (ovviamente le
persone problematiche non sono esclusiva della chiesa, nemmeno le scuole
per esempio sono immuni da certi personaggi ugualmente dannosi), però è
anche vero che tante persone (come mi è capitato anche ultimamente di
incontrare) sono del tutto prive anche delle nozioni più elementari
riguardanti la dottrina cattolica e ciò, in un'epoca dove trovare
informazioni è semplicissimo, non è molto scusabile.
Ma a parte ciò bisognerebbe capire perché si avverta l'accompagnamento
dei figli alla ricezione di un sacramento come un "obbligo".
Post by ElenasLoom
Pero'....
Il "riavvicinarsi" ha senso se si tratta di un atto spontaneo.
Infatti... così come ha senso chiedere i sacramenti per i figli senza
l'idea che si tratti di una sorta di rito sociale inevitabile e quindi
obbligatorio.
Post by ElenasLoom
"Riavvicinarsi" implica che ci sia stato un allontanamento...
Per quel che è la mia esperienza, tante persone -dopo un divorzio, una
separazione etc etc...- si sono "sentite" escluse dalla chiesa e ciò
spessissimo per un doppio motivo: un'inerzia personale nel voler
approfondire il magistero (accontentandosi di una conoscenza
superficiale e per sentito dire) unita ad un'interpretazione errata
dello stesso da parte del prete di turno.
Post by ElenasLoom
Che non
e' avvenuto MAI per caso! Uno non si allontana dalla Chiesa perche'
"si dimentica" di andare a messa o di pregare.
Alla base dell'allontanamento di queste famiglie' c'e' sempre una
decisione...Che puo' essere stata causata da tanti fattori, magari
discutibili o sbagliati, ma che molto spesso non si puo ' risolvere
semplicemente costringendo le persone a partecipare a riunioni e
ritiri in cui si finge di essere tutti bravi cristiani!
Scusa... ma perché parli di un percorso catechistico come un "obbligo" o
addirittura una "costrizione"?
Se io mi sentissi "costretto" ad andare a messa o alla lectio divina,
semplicemente non ci andrei, poiché non sarei affatto nello spirito
giusto per partecipare a queste cose. Forse è semplicistico, però sono
cose che si fanno se si desidera farle altrimenti perdono quella che è
la loro stessa essenza.
Anzi fino a qualche tempo fa appartenevo ad un'associazione di famiglie
cattoliche (forse ne avevo parlato anche qui) che da un certo punto in
poi hanno messo in atto quelle che ritengo delle notevoli
discriminazioni tra loro, puri e perfetti, e gli "altri".
Li ho mandati al diavolo. Punto.
Non aveva alcun senso frequentare una "comunità" che ti "accoglie" -di
facciata- solo perché è evangelicamente "giusto" (o perché glielo ha
detto il vescovo) ma che poi si gira dall'altra parte, scompare e si
dissolve nel momento del bisogno, quando non sai più dove andare a
sbattere la testa.Pensavi d'aver trovato dei fratelli ed invece erano
solo fantocci con stampati in faccia dei sorrisetti plastificati.
Post by ElenasLoom
Perche' poi
e' cosi', in tali occasioni nessuno prende mai in considerazione le
"minoranze" o le situazioni particolari, o quelli che sono presenti
solo perche' obbligati...
Mah... questo è quello che capita a te. Forse nella parrocchia che tu
frequenti c'è un parroco dissennato che non prende in considerazione con
i dovuti modi le situazioni delicate come la tua.
Ma questo non avviene per fortuna dappertutto.
Non nego però che riguardo questi problemi ci sia ancora tanta,
tantissima strada da fare. Però bisogna aver voglia di camminare insieme.
Post by ElenasLoom
Si finge che sia una cosa cui tutti
partecipano spontaneamente e che anzi siano felici di essere li'.
Magari qualcuno lo sara' pure, ma dai commenti con le altre mamme mi
Lo ripeto, se vivete la cosa come una costrizione, un'usanza sociale, un
peso, statevene a casa oppure cercatevi chi, nella chiesa, sia in grado
di non farvi sentire un obbligo il partecipare all'iniziazione cristiana
dei vostri figli. Continuare a darsi delle martellate sulle dita non ha
senso.
L'iniziazione cristiana può essere un'occasione preziosa sia per i
bambini sia per i loro genitori e quindi è sempre giusto coglierla, però
se si arriva a situazioni estreme in cui da un lato c'è un parroco
idiota e dall'altro dei genitori che si sentono costretti, si annoiano e
sbuffano, beh... non credo che questo sia molto "educativo" per i
piccoli che senza dubbio respirano questa atmosfera così pesante,
facendosi un'idea sbagliata della chiesa che poi si trascineranno per
tanti anni se non per sempre.
Post by ElenasLoom
c'e' la riunione della scuola per sentire cos'hanno da dire le
maestre, e c'e' il ritiro del catechismo perche' altrimenti si viene
segnati nella lista dei cattivi...
Ma che ti frega, scusa? Cosa ti importa se il parroco, uomo di cui mi
pare tu non abbia stima, ti mette nella lista dei cattivi sulla base di
idee e considerazioni che peraltro tu nemmeno condividi?
E comunque non è la lista di chi finirà all'inferno... nemmeno il
parroco ha questo potere :-)
Post by ElenasLoom
Le cose sono sullo stesso piano.
Solo un altro "impegno" causato dall'avere figli in eta' scolare.
Un "impegno" verso chi?
E' importante capirlo.
Post by ElenasLoom
Il "riavvicinare" le persone alla religione in quel modo, mi sembra
anzi che abbia il risultato opposto (e penso che i dati mi diano
ragione...)
Sarebbe allora molto meglio concentrarsi sui ragazzi...
A me pare che tu stia generalizzando la tua esperienza ma, ti ripeto,
nessuno obbliga le persone né a mandare i figli a catechismo né a
mandarli in parrocchie gestite da sacerdoti problematici, anche se
cambiare parrocchia non è sempre facile o possibile. Quando questo
avviene credo sia giusto buttare i pro ed i contro sul piatto della
bilancia ed agire poi coerentemente rispetto a ciò che si è deciso.

Mi dispiace se ho usato toni troppo duri e se in qualche modo ti ho
urtata me ne scuso in anticipo, questo però è ciò che penso.

Saluti
Marco O. dal quark bunga bunga
2011-05-26 11:24:18 UTC
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Post by bonaiuti
A me pare che tu stia generalizzando la tua esperienza ma, ti ripeto,
nessuno obbliga le persone né a mandare i figli a catechismo né a
mandarli in parrocchie gestite da sacerdoti problematici, anche se
cambiare parrocchia non è sempre facile o possibile.
Esatto.
Post by bonaiuti
Quando questo
avviene credo sia giusto buttare i pro ed i contro sul piatto della
bilancia ed agire poi coerentemente rispetto a ciò che si è deciso.
Molta gente non è minimamente interessata al cristianesimo e porta i
bambini al catechismo solo perchè "si usa", "non voglio che si sentano
esclusi", "non voglio che i nonni se la prendano" o "ci sembra
l'occasione per rivedere i parenti più lontani".

Tutte motivazioni del piffero, ma, almeno per ora, portano i bambini a
varcare la porta della parrocchia. Perchè non approfittarne?

Ottima la risposta data dai genitori di una compagna di classe di mio
figlio: "Senta, io sono musulmana, ma non me ne frega niente di Allah
(!), mio marito è cristiano, ma non glie ne frega niente di Gesù
Cristo (!), però, visto che in Italia si usa, abbiamo fatto battezzare
i bambini e li vogliamo far andare al catechismo. Non le basta? Ce lo
dica subito, che non vengono neanche alla prima lezione".

Ha un concetto un po' etnico della religione, ma ha le idee chiare.

M.
bonaiuti
2011-05-26 16:00:29 UTC
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Post by Marco O. dal quark bunga bunga
Post by bonaiuti
A me pare che tu stia generalizzando la tua esperienza ma, ti ripeto,
nessuno obbliga le persone né a mandare i figli a catechismo né a
mandarli in parrocchie gestite da sacerdoti problematici, anche se
cambiare parrocchia non è sempre facile o possibile.
Esatto.
Post by bonaiuti
Quando questo
avviene credo sia giusto buttare i pro ed i contro sul piatto della
bilancia ed agire poi coerentemente rispetto a ciò che si è deciso.
Molta gente non è minimamente interessata al cristianesimo e porta i
bambini al catechismo solo perchè "si usa", "non voglio che si sentano
esclusi", "non voglio che i nonni se la prendano" o "ci sembra
l'occasione per rivedere i parenti più lontani".
Tutte motivazioni del piffero, ma, almeno per ora, portano i bambini a
varcare la porta della parrocchia. Perchè non approfittarne?
Se si vuole veramente approfittarne, bisogna mettere in campo persone
capaci.
E' vero che da un lato le motivazioni per molti sono le più svariate
tranne che la fede ma è altrettanto vero che con il catechismo fornisce
l'occasione ai bimbi ed ai loro genitori di incontrare Cristo, magari
per la prima volta. Se il primo impatto è buono, se il sacerdote è in
gamba, allora si può avere la speranza di attrarre qualcuno a Cristo ma
se ciò non avviene potrebbe darsi che non vi siano altre opportunità e
che queste persone siano perdute per sempre.
E' una responsabilità notevole.

Come si fa ad essere buoni apostoli?

Come si fa a non dare l'impressione di vivere e predicare cose del tutto
avulse dalla realtà, fuori dal mondo, irreali?

Devo confessare (ma è un mio problema) che ho ultimamente incontrato
realtà "di chiesa" che sembravano davvero deludenti (ok... sto
giudicando il prossimo ma non posso sempre tapparmi occhi, orecchie e
turarmi il naso) di plastica, preconfezionate..., con tanto di
chitarrine, tamburelli e balletti da asilo infantile, insomma dopo
qualche tempo quel senso di inadeguatezza che provavo io rispetto a chi
sembrava -contrariamente al sottoscritto- vivere davvero in pieno il
vangelo, si è trasformato nel sospetto che oltre quella bella
coreografia non si offrisse altro che un mondo chiuso.
Chiuso al prossimo, anzi Prossimo, che quasi diventava una minaccia per
quel luogo sicuro abitato, mi dispiace dirlo, più dall'odore delle
salamelle grigliate che dal profumo dell'incenso.
Ok, certo, anche una cena può essere un'occasione per esprimere in modo
gioioso l'amore fraterno ma non può esserci "solo" la cena dopo
un'oretta di lectio da sbrigare in fretta. E comunque la mia
ristrettezza mentale mi portava a pensare che non ci fosse nulla di male
continuare a parlare del vangelo con un panino al salame in mano.
Invece no. Gli argomenti "religiosi" sparivano tra il banale
chiacchiericcio dei commensali.
"Ma che buona questa torta, mi dai la ricetta?"
"Quest'anno andiamo in Irlanda 15 giorni..."
"Mia figlia è in Australia per l'Erasmus..."
"Sai... per pagare l'iva agevolata sulla seconda casa, siamo andati in
comune a separarci. E' perfino venuto il vigile a controllare...
ahahahah... tanto l'importante è essere sposati davanti a Dio, mica
davanti allo stato."
Mah... sarò io che non capisco, che giudico... che non guardo la trave
enorme che ho nell'occhio... mah....
Però, per amore della Chiesa, non bisognerebbe permettere la nascita di
queste congreghe che non fanno nulla per gli altri e che diventano un
riferimento, forte, solo per chi ne fa parte, per gli adepti, lasciando
peraltro dalla porta chi ha davvero bisogno, anzi se arriva uno
sconosciuto con la pancia vuota dà anche un po' fastidio... "non siamo
mica la mensa della caritas, noi rispondiamo ad altri bisogni"... cioè i
loro.

Saluti
Marco O. dal quark bunga bunga
2011-05-27 08:24:17 UTC
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Post by bonaiuti
Se si vuole veramente approfittarne, bisogna mettere in campo persone
capaci.
Più che altro non si devono assumere atteggiamenti che le allontanino,
Post by bonaiuti
E' vero che da un lato le motivazioni per molti sono le più svariate
tranne che la fede ma è altrettanto vero che con il catechismo fornisce
l'occasione ai bimbi ed ai loro genitori di incontrare Cristo, magari
per la prima volta. Se il primo impatto è buono, se il sacerdote è in
gamba, allora si può avere la speranza di attrarre qualcuno a Cristo ma
se ciò non avviene potrebbe darsi che non vi siano altre opportunità e
che queste persone siano perdute per sempre.
E' una responsabilità notevole.
Soprattutto nei riguardi dei bambini, che non hanno ancora fatto una
scelta precisa. Infatti ce l'ho con il coinvolgimento forzato dei
genitori perchè fa passare in famiglia il concetto che il parroco sia
un rompiscatole. Si prendano i bambini ed approfittino della
tradizione che li ha portati in parrocchia.
Post by bonaiuti
Come si fa ad essere buoni apostoli?
Eh, se aveva dei problemi perfino San Pietro...
Post by bonaiuti
Chiuso al prossimo, anzi Prossimo, che quasi diventava una minaccia per
quel luogo sicuro abitato, mi dispiace dirlo, più dall'odore delle
salamelle grigliate che dal profumo dell'incenso.
Ok, certo, anche una cena può essere un'occasione per esprimere in modo
gioioso l'amore fraterno  ma non può esserci "solo" la cena dopo
un'oretta di lectio da sbrigare in fretta. E comunque la mia
ristrettezza mentale mi portava a pensare che non ci fosse nulla di male
continuare a parlare del vangelo con un panino al salame in  mano.
Giusto, A me piace moltissimo. L'ho fatto domenica scorsa con gli
americani della Lott Carey. Però era pasta al forno. :-)

M.
ElenasLoom
2011-06-01 16:25:05 UTC
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Post by bonaiuti
Se i sacerdoti "obbligano" o se ci sente obbligati (da una idea
sbagliata della chiesa...) si parte con il piede sbagliato.
Ma a parte ciò bisognerebbe capire perché si avverta l'accompagnamento
dei figli alla ricezione di un sacramento come un "obbligo".
Perche' e' obbligatorio, e se la famiglia non partecipa il ragazzo non
puo' ricevere la Prima Comunione, nemmeno se lui a Catechismo ci e'
sempre andato e non ha nemmeno saltato le fatidiche tre volte che
provocano la "bocciatura"...Ti sembra giusto? A me frabcamente no...
Post by bonaiuti
Post by ElenasLoom
Pero'....
Il "riavvicinarsi" ha senso se si tratta di un atto spontaneo.
Che non
e' avvenuto  MAI per caso! Uno non si allontana dalla Chiesa perche'
"si dimentica" di andare a messa o di pregare.
Alla base dell'allontanamento di queste famiglie' c'e' sempre una
decisione...Che puo' essere stata causata da tanti fattori, magari
discutibili o sbagliati,  ma che molto spesso non si puo ' risolvere
semplicemente costringendo le persone  a partecipare a riunioni e
ritiri in cui si finge di essere  tutti bravi cristiani!
.
Post by bonaiuti
Post by ElenasLoom
Perche' poi
e' cosi', in tali occasioni nessuno prende mai in considerazione le
"minoranze" o le situazioni particolari, o quelli che sono presenti
solo perche' obbligati...
Mah... questo è quello che capita a te. Forse nella parrocchia che tu
frequenti c'è un parroco dissennato che non prende in considerazione con
i dovuti modi le situazioni delicate come la tua.
Ma questo non avviene per fortuna dappertutto.
Non nego però che riguardo questi problemi ci sia ancora tanta,
tantissima strada da fare. Però bisogna aver voglia di camminare insieme.
Mah, guarda, io in realta' non mi riferivo alla mia situazione,.
Benche' considerata il "livello zero" in quanto divorziata, io sono
sempre andata a Messa... la cosa "buffa" e' che nelle classi dei miei
figli sono stata una delle pochissime persone che andava a Messa
anche prima che iniziasse il catechismo dei figli, e una delle
pochissime che ci sono andate anche dopo... Quasi tutte le altre mamme
(tranne 2 o 3) non erano minimamente interessate e l'hanno preso solo
come un obbligo. Il bello poi era che loro essendo " a posto" (ne'
divorziate, ne' separate) venivano sicuramente portate ad esempio come
famiglie cristiane...Bah!

La maggior parte di queste persone non si sono allontanate dalla
Chiesa perche' divorziate o chissa' cosa; semplicemente hanno smesso
di credere (molte volte tanti anni prima), oppure sono di quelle
persone che dicono "io credo in Dio ma non nella Chiesa (ce n'e' un
sacco) , ma vogliono comunque che i figli facciano la Prima
Comunione, per motivi che vanno dal "si usa cosi'" al "poi tanto se
decide di non credere non fa niente, ma intanto la Comunione l'ha
fatta".
Guarda, io dalla mia esperienza personale direi che la maggior parte
delle persone e' cosi' Non ho mai conosciuto quasi nessuno che andasse
a Messa ... A questo punto la Chiesa dovrebbe prendere atto che esiste
un numero notevole di persone in questo stato e decidere come
comportarsi...Vogliamo che la Comunione la facciano solo i figli dei
"duri e puri"? OK, poi pero' non lamentiamoci se scopriamo che sonoil
5% della popolazione...
E se invece accettiamo che la facciano tutti, qual e' il significato
di pretendere la partecipazione a raduni di preghiera da parte di
persone che magari non vanno mai a Messa e che non vedono l'ora di
tornarsene a casa?
Post by bonaiuti
Post by ElenasLoom
Si finge che sia una cosa cui tutti
partecipano spontaneamente e che anzi siano felici di essere li'.
Magari qualcuno lo sara' pure, ma dai commenti con le altre mamme mi
Lo ripeto, se vivete la cosa come una costrizione, un'usanza sociale, un
peso, statevene a casa oppure cercatevi chi, nella chiesa, sia in grado
di non farvi sentire un obbligo il partecipare all'iniziazione cristiana
dei vostri figli. Continuare a darsi delle martellate sulle dita non ha
senso.
L'iniziazione cristiana può essere un'occasione preziosa sia per i
bambini sia per i loro genitori e quindi è sempre giusto coglierla, però
se si arriva a situazioni estreme in cui da un lato c'è un parroco
idiota e dall'altro dei genitori che si sentono costretti, si annoiano e
sbuffano, beh... non credo che questo sia molto "educativo" per i
piccoli che senza dubbio respirano questa atmosfera così pesante,
facendosi un'idea sbagliata della chiesa che poi si trascineranno per
tanti anni se non per sempre.
L'iniziazione cristiana, lo dice la sua parola, riguarda chi deve
essere iniziati...Io la mia iniziazione l'ho gia' fatta tanti anni fa,
per quale motivo dovrei ripeterla ?
Post by bonaiuti
Post by ElenasLoom
c'e' la riunione della scuola per sentire cos'hanno da dire le
maestre, e c'e' il ritiro del catechismo perche' altrimenti si viene
segnati nella lista dei cattivi...
Ma che ti frega, scusa? Cosa ti importa se il parroco, uomo di cui mi
pare tu non abbia stima, ti mette nella lista dei cattivi sulla base di
idee e considerazioni che peraltro tu nemmeno condividi?
E comunque non è la lista di chi finirà all'inferno... nemmeno il
parroco ha questo potere :-)
No,pero' ha il potere di impedire che il ragazzo faccia la Comunione o
la Cresima, e questo secca parecchio! Tra l'altro non e' nemmeno una
questione che riguardi me, perche' per fortuna io non facevo parte
della parrocchia che usa questi metodi...Ma gia' questo , ti sembra
normale? Due bambini che abitano a 100 metri di distanza, uno deve
sorbirsi gli spauracchi della "bocciatura" se fa tre assenze e i
genitori non partecipano ai ritiri; l'altro no... Non e' la stessa
religione a cui dovrebbero essere iniziati? Non dovrebbero esserci
"prerequisiti" comuni per i Sacramenti? E invece ognuno fa come gli
pare, si e' totalmente alla merce' del proprio parroco...Mah!


Poi per il fatto di non essere considerrata una brava Cristiana
perche' divorziata, posso avere da ridire, ma pazienza, in fondo
chissenefrega...Mi ci sono abituata e non ci faccio quasi nemmeno piu'
caso quando si parla di "noi bravi cristiani che viviamo in famiglie
unite"
Post by bonaiuti
Post by ElenasLoom
Il "riavvicinare" le persone alla religione in quel modo, mi sembra
anzi che abbia il risultato opposto (e penso che i dati mi diano
ragione...)
Sarebbe allora molto meglio concentrarsi sui ragazzi...
A me pare che tu stia generalizzando la tua esperienza ma, ti ripeto,
nessuno obbliga le persone né a mandare i figli a catechismo né a
mandarli in parrocchie gestite da sacerdoti problematici, anche se
cambiare parrocchia non è sempre facile o possibile. Quando questo
avviene credo sia giusto buttare i pro ed i contro sul piatto della
bilancia ed agire poi coerentemente rispetto a ciò che si è deciso.
Mi dispiace se ho usato toni troppo duri e se in qualche modo ti ho
urtata me ne scuso in anticipo, questo però è ciò che penso.
No, non ti preoccupare, non mi offendo mica... Puo' anche darsi che io
generalizzi, ma di figli ne ho avuti due (in epoche abbastanza
distanziate, quindi i Catechismi me li sono beccata in sequenza, quasi
5 anni ciascuno...) e di parrocchie ne ho "vissute" tre, e ti assicuro
che la tendenza generale e' a imporre sempre piu' obblighi (chiamali
come vuoi, alla fine se ti devi tenere libero obbligatoriamente in
certi giorni e in certe ore pena "squalifica di tuo figlio" diventano
obblighi...)...E sono ben felice che finalmente entrambi miei figli
abbiano ormai terminato il catechismo!
Mi spiace davvero per chi inizia adesso e si trova alle prese con un
sacco di problemi.

Ciao
Elena
Marina
2011-06-01 17:37:14 UTC
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Post by ElenasLoom
Perche' e' obbligatorio, e se la famiglia non partecipa il ragazzo non
puo' ricevere la Prima Comunione, nemmeno se lui a Catechismo ci e'
sempre andato e non ha nemmeno saltato le fatidiche tre volte che
provocano la "bocciatura"...Ti sembra giusto? A me francamente no...
Il ragazzo non riceve la Prima Comunione? Pazienza! La riceverà a
quindici o a vent'anni, se lo vorra'. Dov'e' il problema?
In genere, i bambini sono in grado di capire qualunque cosa, se viene
loro spiegata nei dovuti modi.

[...]

voglia di camminare insieme.
Post by ElenasLoom
Mah, guarda, io in realta' non mi riferivo alla mia situazione,.
Benche' considerata  il "livello zero" in quanto divorziata, io sono
sempre andata a Messa... la cosa "buffa" e' che nelle classi dei miei
figli sono stata una delle pochissime persone che andava a Messa
anche prima che iniziasse il catechismo dei figli, e una delle
pochissime che ci sono andate anche dopo... Quasi tutte le altre mamme
(tranne  2 o 3) non erano minimamente interessate e l'hanno preso solo
come un obbligo. Il bello poi era che loro essendo " a posto" (ne'
divorziate, ne' separate) venivano sicuramente portate ad esempio come
famiglie cristiane...Bah!
In effetti, io sono rimasta molto perplessa quando a settembre il
sacerdote della parrocchia presso cui iscrissi mia figlia al
catechismo, mi chiese se mio marito e io fossimo conviventi o sposati
e, se si', con rito religioso o meno.
Probabilmente si tratta di una domanda di rito, ma a me ha sorpreso,
soprattutto perche' gli avevo appena spiegato che l'iniziativa di
frequentare il catechismo e di ricevere il battesimo era stata assunta
autonomamente dalla bambina e che noi genitori, non ritenendoci
cattolici, non avevamo alcuna intenzione di essere coinvolti in
manovre di avvicinamento di alcun genere.
Cosa che ho ribadito con la massima tranquillita' ogni qualvolta negli
incontri mensili si toccava il tema della trasmissione della fede
cattolica in famiglia, suscitando lo sconcerto degli altri
genitori. :-))))
Post by ElenasLoom
Guarda, io dalla mia esperienza personale direi che la maggior parte
delle persone e' cosi' Non ho mai conosciuto quasi nessuno che andasse
a Messa ... A questo punto la Chiesa dovrebbe prendere atto che esiste
un numero notevole di persone in questo stato e decidere come
comportarsi...Vogliamo che la Comunione la facciano solo i figli dei
"duri e puri"? OK, poi pero' non lamentiamoci se scopriamo che sono il
5% della popolazione...
E se invece accettiamo che la facciano tutti, qual e' il significato
di pretendere la partecipazione a raduni di preghiera da parte di
persone che magari non vanno mai a Messa e che non vedono l'ora di
tornarsene a casa?
Secondo me, i sacerdoti non sanno proprio come fare: da un lato,
comprendono che il percorso dell'iniziazione cristiana dei bambini e'
un canale privilegiato per tentare di ristabilire una relazione con
adulti tiepidi, se non ostili, alla Chiesa. Non si puo' di certo
rimprtoverarli, se provano con ogni mezzo a "recuperare" queste
pecorelle smarrite : l'evangelizzazione e' la loro principale
missione, dopo tutto!
D'altro canto, e' vero che molti preti sono rigidissimi, ma alcuni
genitori sono totalmente assenti. Io ho frequentato per un anno tutti
gli incontri previsti per i genitori, ma alcuni li hanno disertati
tutti e quando l'ultima volta fu fissato il giorno previsto per il
catechismo, hanno protestato con veemenza, sino ad ottenere di
modificare l'orario. :-////
Post by ElenasLoom
No, non ti preoccupare, non mi offendo mica... Puo' anche darsi che io
generalizzi, ma di figli ne ho avuti due (in epoche abbastanza
distanziate, quindi i Catechismi me li sono beccata in sequenza, quasi
5 anni ciascuno...) e di parrocchie ne ho "vissute" tre, e ti assicuro
che la tendenza generale e' a imporre sempre piu' obblighi (chiamali
come vuoi, alla fine se ti devi tenere libero obbligatoriamente in
certi giorni e in certe ore pena "squalifica di tuo figlio" diventano
obblighi...)...E sono ben felice che finalmente  entrambi miei figli
abbiano ormai terminato il catechismo!
Mi spiace davvero per chi inizia adesso e si trova alle prese con un
sacco di problemi.
Si', e' vero che oggi le parrocchie tendono a imporre molti piu'
obblighi di un tempo, alcuni anche insensati, ma io credo che sia una
reazione a un lassismo generale precedente.
Grazie al cielo, pero', battezzarsi, comunicarsi e cresimarsi non e'
un obbligo: se, come mi era parso in un primo tempo, il parroco di mia
figlia avesse istituito l'obbligo della frequenza alla "sua" messa, mi
spiace molto, ma la bambina non avrebbe frequentato il catechismo,
perche' la logistica della nostra famiglia e' impostata il fine
settimana in modo tale che cio' risulta per noi semplicemente
impossibile. E poi frequenta gia' la messa con il suo gruppo scout:
gli ho parlato con calma e ha compreso.
Se non avesse capito e avesse insistito? Pazienza, avrei cercato
un'altra parrocchia o spiegato a mia figlia perche' avrebbe dovuto
rinunciare a frequentare ora il catechismo.
A me pare che spesso siamo noi a crearci dei problemi la' dove non ne
esistono.

Ciao,
Marina
Marco O. dal quark bunga bunga
2011-06-01 18:43:45 UTC
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Post by ElenasLoom
Perche' e' obbligatorio, e se la famiglia non partecipa il ragazzo non
puo' ricevere la Prima Comunione, nemmeno se lui a Catechismo ci e'
sempre andato e non ha nemmeno saltato le fatidiche tre volte che
provocano la "bocciatura"...Ti sembra giusto? A me francamente no...
Il ragazzo non riceve la Prima Comunione? Pazienza! La ricever a
quindici o a vent'anni, se lo vorra'. Dov'e' il problema?
Il problema è che va a Messa tutte le domeniche e non si sa bene come
ci si possa comportare.

M.
bonaiuti
2011-06-08 15:36:09 UTC
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Post by ElenasLoom
No,pero' ha il potere di impedire che il ragazzo faccia la Comunione o
la Cresima, e questo secca parecchio! Tra l'altro non e' nemmeno una
questione che riguardi me, perche' per fortuna io non facevo parte
della parrocchia che usa questi metodi...Ma gia' questo , ti sembra
normale? Due bambini che abitano a 100 metri di distanza, uno deve
sorbirsi gli spauracchi della "bocciatura" se fa tre assenze e i
genitori non partecipano ai ritiri; l'altro no... Non e' la stessa
religione a cui dovrebbero essere iniziati? Non dovrebbero esserci
"prerequisiti" comuni per i Sacramenti? E invece ognuno fa come gli
pare, si e' totalmente alla merce' del proprio parroco...Mah!
Poi per il fatto di non essere considerrata una brava Cristiana
perche' divorziata, posso avere da ridire, ma pazienza, in fondo
chissenefrega...Mi ci sono abituata e non ci faccio quasi nemmeno piu'
caso quando si parla di "noi bravi cristiani che viviamo in famiglie
unite"
Mah... io credo che la chiesa parta dall'assunto che la richiesta di
ricevere i sacramenti, per sé o per i figli, sia determinata dalla fede
personale e non per accontentare i parenti o per una tradizione legata
ad un vago ricordo di Dio. In altri termini, la Chiesa non pensa che
oltre alla fede vi siano altre motivazioni alla base della richiesta dei
sacramenti e quindi, in sintonia con questo, pretende che le famiglie
assumano un impegno serio rispetto a ciò in cui loro stesse credono e
desiderano.
Allo stesso modo, la Chiesa suppone che gli sposi che vanno a chiedere
d'essere benedetti da Dio, lo facciano per fede, in piena coscienza e
libertà, rispecchiando il loro amore quello fra Cristo stesso e la Chiesa.

C'è chi pensa che sia un modo di ragionare irreale e che la Chiesa non
tenga conto di ciò (e di chi) ha sotto il naso: bimbi costretti a fare
cose che nemmeno più i genitori comprendono ma che servono a
"integrarsi" nel quartiere/parrocchia e sposi per i quali il matrimonio
rappresenta ormai una scommessa dove il banco vince ormai quasi sempre.

Mi domando però quale sia l'alternativa.

La chiesa dovrebbe venir meno ai propri principi perché il mondo sembra
andare in direzione opposta? Dovrebbe insegnare ai giovani che il
matrimonio è una faccenda poco seria o che si può far la prima comunione
per far contenta la vecchia zia e scucirle magari un regalo?
Oppure che... massì... vieni al catechismo quando ti pare, tanto è lo
stesso?
E' credo ovvio che non possa essere così. Se i sacramenti sono una cosa
seria, bisogna comportarsi di conseguenza.

Trovo poi giusto che chi è riuscito, con sacrificio, a tenere unita la
propria famiglia debba essergli riconosciuto. Cosa c'è di male?
L'importante, nello stesso tempo, non vengano additati come "cattivi"
cristiani chi per mille ragioni si è trovato davanti ad un fallimento.

saluti
Marco O. dal quark bunga bunga
2011-06-08 18:25:36 UTC
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Post by bonaiuti
Mah... io credo che la chiesa parta dall'assunto che la richiesta di
ricevere i sacramenti, per s o per i figli, sia determinata dalla fede
personale e non per accontentare i parenti o per una tradizione legata
ad un vago ricordo di Dio. In altri termini, la Chiesa non pensa che
oltre alla fede vi siano altre motivazioni alla base della richiesta dei
sacramenti e quindi, in sintonia con questo, pretende che le famiglie
assumano un impegno serio rispetto a ci in cui loro stesse credono e
desiderano.
Allo stesso modo, la Chiesa suppone che gli sposi che vanno a chiedere
d'essere benedetti da Dio, lo facciano per fede, in piena coscienza e
libert , rispecchiando il  loro amore quello fra Cristo stesso e la Chiesa.
Non mi pare che sia un paragone corretto. Con le ammissioni al
matrimonio sarei molto più restrittivo di oggi, ma con le ammissioni
al battesimo, alla prima comunione ed alla cresima no, per niente. Se
ti portano un bambino approfittante, è pur sempre una possibilità.
Anzi, il catechismo dovrebbe essere in primo luogo per i figli di
genitori poco interessati. Gli altri lo possono già fare in famiglia.

M.

Marina
2011-06-01 17:07:43 UTC
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Post by bonaiuti
Lo ripeto, se vivete la cosa come una costrizione, un'usanza sociale, un
peso, statevene a casa oppure cercatevi chi, nella chiesa, sia in grado
di non farvi sentire un obbligo il partecipare all'iniziazione cristiana
dei vostri figli. Continuare a darsi delle martellate sulle dita non ha
senso.
Esattamente.
Io sono ***molto*** interessata alla questione, avendo partecipato per
un intero anno scolastico a un appuntamento mensile riservato ai
genitori dei bambini che a partire dalla terza elementare inizieranno
a frequentare il catechismo.
Si trattava di chiacchierate innocue su temi educativi e piu' di una
volta e' emerso anche qualche utile spunto di riflessione, per cui non
mi e' costato uno sforzo immane parteciparvi.
A un ritiro no, pero', temo che non ce la farei proprio perche' dovrei
contenere continui travasi di bile. :-)
Post by bonaiuti
L'iniziazione cristiana può essere un'occasione preziosa sia per i
bambini sia per i loro genitori e quindi è sempre giusto coglierla, però
se si arriva a situazioni estreme in cui da un lato c'è un parroco
idiota e dall'altro dei genitori che si sentono costretti, si annoiano e
sbuffano, beh... non credo che questo sia molto "educativo" per i
piccoli che senza dubbio respirano questa atmosfera così pesante,
facendosi un'idea sbagliata della chiesa che poi si trascineranno per
tanti anni se non per sempre.
Esatto!
La fede e' gioia, non costrizione. :-)

Ciao,
Marina
Marina
2011-06-01 16:56:01 UTC
Permalink
Post by ElenasLoom
Magari qualcuno lo sara' pure, ma dai commenti con le altre mamme mi
c'e' la riunione della scuola per sentire cos'hanno da dire le
maestre, e c'e' il ritiro del catechismo perche' altrimenti si viene
segnati nella lista dei cattivi...Le cose sono sullo stesso piano.
Solo un altro "impegno" causato dall'avere figli in eta' scolare.
Il "riavvicinare" le persone alla religione in quel modo, mi sembra
anzi che abbia il risultato opposto (e penso che i dati mi diano
ragione...)
Cooosaaa mi tocca leggere?!?
Ritiri previsti per i ***genitori*** dei bambini che frequentano il
catechismo?
Ma neanche morta ci andrei, a meno che non fossero di mio interesse !
Spero che il parrocco della chiesa scelta da Elisa per battezzarsi e
frequentare il catechismo non abbia di queste velleita', perche' io mi
rifiuterei recisamente se la cosa non fosse di mio gradimento: e' mia
figlia a essere interessata a frequentare il catechismo e a ricevere
il battesimo, è una sua scelta, e' una cosa sua.
Devo dire che quando la bambina manifesto' l'intenzione di frequentare
il catechismo, il timore maggiore espresso da mio marito fu proprio
che tramite i bambini tentassero di riavvicinare i genitori alla
Chiesa cattolica...
Post by ElenasLoom
Sarebbe allora molto meglio concentrarsi sui ragazzi...
Ecco, ben detto!

Ciao,
Marina
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