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mons. Piolanti ci parla del'Angelo Custode
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Rafminimi
2015-10-03 06:59:31 UTC
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Gli Angeli compagni insostituibili dell'uomo

La solennità di tutti i Santi s'apre coll'antifona al Magnificat dei Primi
Vespri e, prima ancora di glorificare i Patriarchi e i Profeti, gli Apostoli
e i Martiri, gli Anacoreti e i Confessori, la Chiesa chiede l'intercessione
di tutti gli Angeli Santi: "Angeli, Archangeli, Troni et Dominationes,
Principatus et Potestates, Virtutes caelorum, Cherubim atque
Serafim.intercedite pro nobis".

La festa della Comunione dei Santi - quanto poco vi si pensa in questi tempi
in cui il razionalismo ammorba tanto la fede quanto la pietà - rimanda ad
una grande verità di nostra santa Religione : la vita della Chiesa e gli
scambi fondati sulla carità tra il Cielo, la Terra e il Purgatorio, ma lo
stesso ordine naturale del creato, non potrebbero andare avanti senza
l'aiuto
degli Angeli. Senza di essi l'edificazione del Corpo Mistico si bloccherebbe
quasi come la costruzione d'un palazzo non potrebbe procedere senza
supervisori al servizio dell'Architetto autore del progetto, senza
messaggeri d'ordini che facciano l'andirivieni fra i diversi piani, senza
esperti con maggior scienza che istruiscano il manovale ignaro. E' quasi una
necessità; non che Dio abbia strettamente bisogno di essi, ma l'ordine
dell'insieme
in quanto opera d'infinita saggezza quasi lo esige. Per San Tommaso tanto
sono legati il mondo materiale e quello spirituale, tanto sono complementari
che egli propende addirittura per la tesi teologica per cui la creazione dei
due mondi - quello angelico e quello materiale - sia simultanea e ciò perché
in certo modo sono fatti l'uno per l'altro; essendo parti complementari
dell'unico
universo uscito dalle mani di Dio e che a Lui ritorna c'è una certa
convenienza a che insieme siano venuti all'esistenza[1].


Offriremo dunque qualche spunto alla riflessione sull'importanza del
ministero degli angeli, seguendo anche lo spirito di Mons. Antonio
Piolanti[2], il quale sempre privilegiava la visione d'insieme dei misteri
divini: come l'Aquinate non vuol mai parlare degli Angeli quasi fossero un
universo chiuso ed autonomo, così il Maestro della Scuola Romana invitava
spessissimo a leggere la storia della salvezza sotto l'occhio della
Comunione dei Santi, Santi Angeli compresi. Ed è così d'altronde - in una
visione d'insieme, come lascia intendere il citato maestro - che lo sforzo
teologico può liberarsi dalle catene del mero esercizio accademico, che
rischierebbe di ridurlo talvolta a piacere naturale per le intelligenze più
acute, tarpando piuttosto le ali alla vera assimilazione del mistero
finalizzata al bene dell'anima.


Una verità consolante e metafisicamente fondata


Sgombriamo dapprima il campo dagli ostacoli che hanno seminato il
razionalismo e il giansenismo di ieri e di oggi: il primo incapace di
concedere l'esistenza di ciò che non vede e non dimostra con sillogismo
categorico, il secondo - da buon figlio del protestantesimo - sistematico
negatore della necessità della mediazione dei Santi nella nostra
salvezza[3].

Basta osservare il creato con occhi puri per rendersi conto che Dio ha
voluto che vi fosse una vastissima gamma di creature la cui "intensità di
perfezione" per così dire non è la stessa. Che l'uomo sia intelligente, come
non lo è la formica e che vi siano uomini più intelligenti di altri, che
possono vantare quindi un titolo nella guida - se non nel governo - di chi è
meno dotato, può essere concesso anche dal miscredente (benché talvolta non
lo sia dal panteista modernista). Nella creazione naturale infatti c'è il
"di più" e il "di meno", ma tutti gli esseri sono ordinati a Dio e
concorrono all'unico bene dell'universo[4]. Anche nell'universo
soprannaturale, nella Comunione dei Santi, c'è il "di più" e il "di meno",
ma tutti uniti nella carità concorrono al bene soprannaturale: nello
specifico gli Angeli, più dotati di noi viatori, sono lì per condurci a quel
Fine che essi contemplano, ma che noi possiamo solo intravedere nella fede.

Se si esce dall'individualismo mentale, cui il liberalismo ci ha sì
gravemente abituati, e se si entra con San Tommaso in una prospettiva che
guarda dapprima all'armonia dell'ordine universale voluto da Dio, il mistero
della Comunione dei Santi e dell'opera degli Angeli, si fa meno difficile da
avvicinare. Non si guarda più al bene isolato della persona, non si
privilegia il bene del singolo su quello dellacivitas, ma si guarda con
raggio più ampio all'insieme del piano di Dio, quasi cercando di lasciarsi
elevare fino a Lui, e partecipando del Suo sguardo universale si concepisce
il bene delle parti solo all'interno dell'ordine. Che gli inferiori siano
governati dai superiori, infatti, rientra nell'ordine della Divina
Provvidenza, e ciò vale per l'universo intero, ma specialmente quando si
parla degli Angeli rispetto agli uomini, afferma San Tommaso[5].

Va sottolineato inoltre che chi agisce opera dapprima su ciò che gli è più
vicino ed è così che può poi arrivare ad estendere la sua opera anche su ciò
che gli è più lontano[6]. E ciò nel nostro caso vale nei due sensi, tanto
discendente che ascendente. Ovvero Iddio si serve di una catena di mediatori
intelligenti, quindi a Lui più vicini, per giungere fino al governo delle
cose più infime. Pur potendo sempre intervenire direttamente, non salta
ordinariamente questa magnifica graduazione di perfezione nelle creature, di
cui è l'Autore e che vuole associare alla Sua opera di governo in una sorta
di meravigliosa "cascata" di ruoli ordinati.

La Divina Provvidenza dunque si serve di coloro che per natura sono più
vicini a Dio: i ministri di un re sono a lui più vicini ed è nell'ordine
delle cose, che gli ordini per tutte le province del regno passino da
essi[7]. Allo stesso modo avviene per risalire questa discesa dal basso
verso l'alto, ove la legge permane invariata: non si possono infatti troppo
saltare i gradini della scala ed i sudditi passano ordinariamente dal
ministro per far giungere al re le richieste. Una volta convintisi della
naturalezza della graduazione di tale ordinazione si comprende che non ci si
può fermare all'uomo e poi "saltare" direttamente a Dio. A ben pensare
infatti fra la più elevata delle creature materiali, l'uomo, e Dio si
aprirebbe una sorta d'abisso se non vi fossero quelle creature spirituali
che sono gli angeli, capaci - con acutissima intelligenza e con integra
volontà - d'essere i più efficaci ministri del governo di Dio, in modo
particolare quando si tratta di distribuire e far circolare i doni di
grazia.


Un aiuto concreto per condurci alla gloria


Nella liturgia della Santa Messa tradizionale per esempio, dopo la
consacrazione, si invoca l'intervento della mano "Sancti Angeli tui", che
porti fino a Dio tutto ciò che nella Messa è stato offerto, fino all'offerta
dei cuori che si sono uniti al Sacrificio eucaristico, perché ridiscendano
le benedizioni e riempiano le anime dei presenti o di coloro per cui s'è
pregato. Nella nuova liturgia purtroppo questo concetto è presente soltanto
in uno dei Canoni a scelta (ufficialmente il primo, ma - di fatto - il meno
frequente nelle celebrazioni). L'immagine infatti è delle più eloquenti e
rimanda diritto alla "circolazione mistica" dei beni nella Comunione dei
Santi, la quale passa dalle "mani" dell'Angelo. Non che l'infusione della
grazia santificante sia veicolata dagli angeli come un regalo può esser
trasferito di mano in mano, ma nel senso che i benefici derivanti
dall'unione
dei membri della Comunione dei Santi abbisognano d'amministratori sapienti,
i quali se da una parte già contemplano Dio, sono dall'altra vicini agli
uomini, di cui vogliono la salvezza e che raggiungono "agilmente". Per
esempio quando un pensiero importante ci è tornato alla mente in maniera
inspiegata o quando un'ispirazione ha fatto sì che pensassimo al nostro
amico che da anni non contattiamo e che aveva bisogno di una parola di
conforto, non va assolutamente escluso l'influsso angelico che può mettere
in rapido contatto persone molto distanti fisicamente.

Bisogna sgombrare il campo infatti da una troppo eterea visione dei citati
benefici angelici. Nell'economia dell'Incarnazione infatti l'aiuto che si
porta ad un'anima unita ad un corpo risponde sempre ad una logica
ilemorfica, così come la vera carità risiede nella preghiera e nella
mortificazione personale, ma comporta anche sovvenire concretamente al
bisognoso con nutrimento materiale o al dubbioso con consiglio veridico.

Gli angeli, che esercitano una vera e propria custodia dell'anima e del
corpo, preservano la nostra salute, le nostre case, ma anche le comunità
religiose e le chiese, fino ai regni e alle nazioni, ma ancor più agiscono
istruendo le anime e indicando loro la via della salvezza. Essi mettono in
guardia dalla fallacia del demonio, illuminano le intelligenze, riportando
per esempio alla memoria un evento o favorendo una sensazione corporale che
non influenzerà direttamente l'intelligenza, ma almeno solleciterà
l'immaginazione.
L'angelo ha questo potere ed ancor più l'Angelo custode, che riceve da Dio
uno speciale mandato e una speciale facoltà di vigilare ed operare su una
determinata persona.

Quanto alle modalità di tale azione si ricordi che le creature spirituali
possono per esempio con facilità intervenire sulla materia, l'angelo custode
può farci evitare quel particolare pericolo che incombeva sulla nostra
salute fisica, ma possono - in nome dello stesso principio - essere causa di
buoni pensieri e di consiglio esterno.

L'orgoglio cieco del pensiero moderno invece, che tutto vuol chiudere
nell'autonoma
coscienza, "sacrario dell'uomo" (K. Rahner), non vuol concedere che
l'intelligenza
dell'uomo non è mai sola ed isolata su questa terra e specialmente per ciò
che riguarda l'eterna salvezza. La nostra povera intelligenza non è un
assoluto, ma stante la sua natura inferiore ha bisogno d'aiuto e di guida
superiore nei giudizi, nelle scelte, nell'azione pratica, a maggior ragione
se l'oggetto è soprannaturale; addirittura gli infedeli sono guidati
dall'angelo
custode che li consiglia perché possano dire di sì a Dio che li chiama
innanzitutto a conversione, benché sempre resti la possibilità del rifiuto
dell'aiuto altrui.

L'attività del pensiero dell'uomo quindi non è mai in quella solitudine cara
agli immanentisti più coerenti, non può esserlo perché ha sempre bisogno
d'aiuto
e di sostegno nel suo lento e faticoso avanzamento discorsivo. Ciò vale, a
fortiori, per l'uomo in grazia, il quale però gode d'essere unito a quella
moltitudine di Santi - senza escludere le anime sante del Purgatorio - che
lo segue e lo consiglia con speciale attenzione e premura; egli è in
compagnia di una moltitudine di consiglieri anche se non sempre se ne rende
conto. Questa consolante verità di fede, nel caso degli angeli si fonda
sulla loro facoltà di sollecitare la conoscenza umana secondo le leggi di
quest'ultima. L'uomo infatti ha un intelletto meno potente di quello
angelico, la sua composizione col corpo fa sì che debba sempre passare dal
sensibile; l'angelo quindi - nel pieno rispetto dell'ordine creato dice
l'Aquinate
- farà ricorso, per illuminare l'uomo su una verità che vuol trasmettergli,
a delle "similitudini sensibili"[8]. Ma va ripetuto che solo raramente
l'uomo
si rende conto dell'origine di quel pensiero o del fatto che la conoscenza
di quella verità o la possibilità di fare quell'azione siano state suggerite
dagli angeli[9].

L'angelo può facilitare il riordino dei pensieri attraverso l'immaginazione,
ma anche facilitare una scelta volontaria intervenendo sulle nostre
passioni, che sono legate alla corporeità della nostra natura sulla quale
l'angelo
può agire. Si pensi per esempio alla facoltà che ha un oratore a forza di
figure retoriche di suscitare le passioni di una folla e ciò solo con
l'ausilio
della parola, non desti quindi meraviglia che l'angelo possa sollecitare
immaginazione e passioni in un senso o nell'altro. Egli può ad esempio
favorire disposizioni di compassionevole misericordia verso un povero oppure
di santa collera verso i nemici della Chiesa; sosterrà poi l'atto
volontario - che resta sempre e solo nostro - nel senso della misericordia o
dell'audacia a seconda dell'esigenza. Quanto al potere consolatorio degli
angeli, che il nostro pensiero corra all'Orto degli Ulivi, ove nelle ore
tremende dell'Agonia, Nostro Signore stesso volle che la Sua santa umanità
fosse riconfortata - con lezione insuperata d'umiltà - da qualcuno che Gli
era inferiore secondo la divinità. Gesù stesso quindi viene a dirci di
ricorrere spesso con umiltà e convinzione agli angeli e specialmente al
nostro Custode.


La compagnia soprannaturale


Nelle ore difficili poi, come quelle che precedono la morte, in cui la lotta
coi demoni si fa più dura e in cui l'immaginazione può essere influenzata
verso la disperazione (è noto che i demoni si scatenano particolarmente,
ricordando all'agonizzante i peggiori peccati e tentando contro la fede e la
speranza), lì si fa ancora una volta presente il conforto angelico, volto a
portare quell'anima nella stessa società celeste in cui egli già vive e a
strapparla a quella infernale, per la quale tanto si spendono i demoni.
Ancora una volta la visione che la Chiesa suggerisce - se vogliamo uscire
dalla a-sociale chiusura in sé stesso dei tempi nostri, pur nella volgare
massificazione imperante - è quella di pensare spesso alla Comunione dei
Santi, perché come la vita della gloria sarà sociale in compagnia degli
angeli e degli uomini santi, già tale sia anche la vita dei cristiani che
vivono ancora sulla terra.

Angele Dei,
Qui custos es mei,
Me tibi commissum pietate superna,
Illumina, custodi, rege et guberna. Amen.



Don Stefano Carusi






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[1] "Probabilior videtur, quod angeli simul cum creatura corporea sunt
creati. Angeli sunt quaedam pars universi : non enim constituunt per se unum
universum, sed tam ipsi quam creatura corporea in constitutionem unius
universi conveniunt", S. Th., Ia, q. 61, a. 3, c.
[2] Mai troppo raccomandati restano in proposito due testi dell'autore: A.
PIOLANTI. La Comunione dei Santi e la vita eterna, Città del Vaticano, 1992
(pp. 297-395) e IDEM, Dio nel mondo e nell'uomo, Città del Vaticano, 1994
(pp. 231-234).
[3] S. T. BONINO, Les Anges et les Démons, quatorze leçons de théologie,
Paris, 2007 (Bibliothèque de la Revue Thomiste). L'autore in un testo denso
d'angelologia e di profonde riflessioni metafisiche sulla natura angelica,
dedica ben due capitoli propedeutici alla comprensione dell'importanza del
ruolo degli angeli (la lectio IV e V); nel secondo affronta il problema
della "demitizzazione" moderna della Rivelazione in chiave razionalista,
denunciandone l'approccio profondamente anti-metafisico, quindi
anti-razionale (pp. 93- 109).
[4] S. Th., Ia, q. 67. Per l' unitas ordinis nella distinzione e
nell'ineguaglianza
cfr.Ibidem, a. 3, c. : "quaecumque autem sunt a Deo, ordinem habent ad
invicem et ad ipsum Deum".
[5] "Hoc habet ordo divinae providentiae, non solum in angelis, sed etiam in
toto universo, quod inferiora per superiora administrantur" S.Th., Ia, q.
112, a.2. c.
[6] A. PIOLANTI, La Comunione dei Santi, cit., p. 298.
[7] Ibidem, pp. 298, 299.
[8] S. Th., Ia, q. 111, a. 1, c.
[9] Ibidem, ad 3. Sulla possibilità di influire sull'immaginazione cfr.
anche l'articolo 3 della medesima questione.
Pubblicato da Disputationes Theologicae





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pgm
2015-10-03 18:26:43 UTC
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Raw Message
Post by Rafminimi
stesso ordine naturale del creato, non potrebbero andare avanti senza
l'aiuto
degli Angeli. Senza di essi l'edificazione
Mi sembra che non siano intervenuti
almeno per limitare il danno
di quel monsignore polacco
che ha dichiarato di essere GAY
A QUEL MODO
tempo, modo, data, finta allegria, ecc KO
Rafminimi
2015-10-03 19:16:45 UTC
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Raw Message
Post by pgm
Post by Rafminimi
stesso ordine naturale del creato, non potrebbero andare avanti senza
l'aiuto
degli Angeli. Senza di essi l'edificazione
Mi sembra che non siano intervenuti
almeno per limitare il danno
di quel monsignore polacco
che ha dichiarato di essere GAY
A QUEL MODO
tempo, modo, data, finta allegria, ecc KO
a) che ne sai?
b) tutto ciò che accade, tutto ciò che esiste, tutto ciò che avviene, tutto
ciò che passa dalla potenza all'atto o, se preferisci, (è proprio lo stesso
concetto) dal "Virtuale" al "Reale" lo fa perchè, da priMA di creare il
mondo DIO ha deciso e scelto di avere E di prendere nei confronti di tale
evento uno di queste decisioni/atteggiamenti:
1) lo ha voluto;
2) lo ha permesso;
3) lo ha SOPPORTATO.
E, magari, anche una N° 4: lo ha INFLITTO.
SE si COMPISSE *SOLO* la Volontà di DIO, (come si compie in Cielo, come si
compirà dopo la Parùsia, come chiediamo ogni volta che recitiamo il "Pater")
questo sarebbe davvero il migliore dei mondi possibili, anzi, il mondo
perfetto. Dato che si compiono anche le altre due eventulità ("Permissione"
e "Sopportazione") questo mondo non è perfetto, ma è perfettibile. Sta a
noi, con la preghiera e pure (chi ci si sente chiamato) con opere volte a
ciò, lavorare affinché il mondo si perfezioni. E così facendo, a monte degli
effetti concreti visibilmente raggiunti (ma prima o poi giungeranno anche
quelli), guadagnare meriti per l'altra vita. Quando coloro che hanno il
potere ed il dovere, di lavorare "Con timore & tremore" alla loro
santificazione personale ed a quella del Nome di DIO, ovvero anche al
perfezionamento del mondo, non lo fanno, o non lo fanno con i modi giusti,
"costringono" (per dir così) DIO, onde richiamarli ai loro doveri e compiti,
alla scelta N° 4: INFLIGGERE determinati eventi. Tutto ciò che è seguito al
Vat.II, compreso Bergoglio, compreso ulterior &t non ultimus il "Coming out"
del prete in questione, rientra nella categoria N°4.
LM



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