Discussione:
lettera di un pastore luterano ad un prete cattolico
(troppo vecchio per rispondere)
Rafminimi
2016-01-27 15:18:44 UTC
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Raw Message
Da Una Voce Korrespondez, I Jahrg. Heft 3/4, pp. 127-129"..
Una Chiesa che abbandona la sua lingua sacra abbandona se stessa.
Essa sottopone non solo la sua lingua, ma anche la sostanza della Fede, di
cui questa lingua è il veicolo, alle variazioni e ai
mutamenti che di continuo implica l'evoluzione linguistica.
Il contenuto della Fede non sarà per questo meglio compreso, ma, al
contrario, non lo sarà più affatto.
Tengo a sottolinearlo che il « popolo » comprenda la Messa non è questione
di lingua, ma di insegnamento e di istruzione.
I sacerdoti che nella loro catechesi si servono come di mezzi di propaganda
per Cristo e la Chiesa dei « negro spirituals », non dovranno poi
meravigliarsi se i fanciulli non sapranno più nulla del mistero del Kyrie
eleison.
Lutero non ha bandito il Latino dalla Messa anche se, (come generalmente
viene ammesso, per ragioni pedagogiche).
Egli ha voluto il tedesco per le letture e il sermone, ma, per il Canone, si
è accontentato di fare delle mere proposte per germanizzarlo e purificarlo
(la cosidetta messa tedesca); purtroppo, per far questo, lo ha miseramente
distrutto.
Il popolo doveva cantare in tedesco, ma il Gloria, il Sanctus e l'Agnus, si
mantennero, naturalmente in lingua latina, fino a tutto il secolo
XVIII.
Non bisogna, però, dimenticare una cosa: è vero che le chiese luterane usano
da molto tempo la lingua tedesca per il servizio divino.
Ma questa lingua era nuova.
Lutero ha creato una lingua liturgica che, col passare dei secoli, è
diventata, per così dire, una lingua sacra.
E ciò è durato fino al tempo dell'Illuminismo.
Nella restaurazione liturgica del secolo scorso, questa lingua è stata
ripresa, ed è stata mantenuta anche nel nuovo Rituale (I-IV) ufficialmente
in uso presso di noi.
Ciò che in questa lingua sorprende per la sua vetustà, ha assunto
precisamente la stessa funzione che aveva il Latino nella Messa Romana,
conservare il contenuto originario.
L'abbandono di questa lingua comporterebbe quello del contenuto dogmatico.
Il nostro tedesco moderno, per molte e gravi ragioni che non posso qui
elencare, non è più in grado di esprimere in modo adeguato ciò che Lutero
poteva ancora esprimere nel tedesco del suo tempo.
È così, per esempio, che noi possiamo ancora cantare in
quel tedesco melodie gregoriane in modo abbastanza soddisfacente.
Invece, se io volessi farlo sui testi tradotti recentemente dai cattolici,
mi si spezzerebbe la lingua e il cuore.
Lo stesso si deve dire del nuovo Ordinario della Messa: a parte gli
slittamenti dogmatici che gli si possono rimproverare, in tale lingua non si
può pregare.
Basta confrontare la versione tedesca del Credo niceno della Nostra Agenda I
con quella contenuta nel vostro Ordinario della Messa: il solo cursus
ritmico della lingua rivela un abisso tra le due traduzioni.
In breve: io ritengo oggi impossibile esprimere il contenuto della nostra
Fede in un tedesco moderno...
I cattolici farebbero bene a studiare un po' più profondamente le tristi
esperienze delle Chiese riformate.
Ch'io sappia, nessuno ancora ha intrapreso un lavoro di tanta importanza.
E ci sarebbe molto da imparare.
Per esempio, la mensa della Parola più riccamente imbandita- per noi
protestanti, il sermone - ha tutta una sua storia.
Infatti, quanto si è predicato nelle nostre chiese!
I risultati?
Buoni frutti, senza dubbio: non sarò io certamente a negare che la Parola di
Dio deve essere spiegata.
Ma per noi è di gran lunga più importante la nozione di Sacramento e la sua
comprensione.
Se la predicazione fosse tanto abile ed efficace quanto si pretende, da 400
anni ad oggi come dovrebbero essere devote e istruite le nostre comunità!
La separazione tra Parola e Sacramento che impera tra noi da tanto tempo, e
la sostituzione della prima al secondo, non solo hanno mortificato nei
nostri fedeli la capacità di un reale ascolto, ma hanno talmente
intellettualizzato e resa astratta la proclamazione della Parola, che essi
non sono più in grado, per quanti sforzi si facciano per tradurla, di
comprenderla nella sua efficacia sacramentale.
A queste riflessioni è il caso di aggiungeme un'altra.
La dissoluzione della Messa al tempo dell'Illuminismo - dissoluzione
pressoché totale - è incominciata con gli esperimenti.
Ci si voleva sbarazzare del « ciarpame » medioevale e farsi più
comprensibili.
Nel convincimento, soggettivamente sincero, che molti inconvenienti potevano
essere rimossi con un adattamento ai costumi più raffinati, alle convinzioni
religiose dei tempi nuovi, alle, esigenze personali del singolo, si è finito
col dare libero corso alla proliferazione di innumerevoli rituali.
Il risultato è stato quello di vuotare le chiese, proprio come oggi.
C'è un libro che Le consiglio a questo proposito: la Storia delle antiche
forme della Messa nella Chiesa protestante tedesca, dalla Riforma ai nostri
giorni, di P. Graff.
Leggendo quest'opera potrà constatare con suo grande stupore che il vostro
« Novus Ordo Missae » già esisteva quasi per intero nel Secolo dei Lumi, se
si fa astrazione di qualche espressione legata alle circostanze di tempo.
È così che la mia prima reazione nell'esaminare i nuovi formulari della
Messa (in tedesco) è stata questa:
i cattolici commettono esattamente gli stessi errori che noi abbiamo
commesso in passato e che, del resto, commettiamo di nuovo.
Il Novus Ordo consente troppe scelte e alternative.
La conseguenza sarà che ognuno farà quello che meglio gli sembrerà: di qui
un caos liturgico senza rimedio e, presso ogni parroco, la comparsa di un
particolarismo veramente dittatoriale...
Della comunione nella mano da noi ancora non si parla.
I comunicandi ancora s'inginocchiano, e quasi dappertutto lo fanno alla
balaustra.
Per quanto riguarda la celebrazione versus populum, io ho avuto fin dal
principio e per istinto delle gravi riserve...
Che quasi tutti i Cattolici siano caduti nel seducente tranello, dipende,
come io temo, da una decurtata concezione del carattere e della funzione del
sacerdote e, particolarmente, da un profondo mutamento della fede nella
Transustanziazione, cioè nella Presenza reale del Corpo e del Sangue del
Signore.
Ho molta paura che i Cattolici si trasformino in Riformati, e lascino a noi
Luterani (pochi) la conoscenza dell'est, per il quale Lutero ha tanto
combattuto.
Cosa ben triste!
Comincio a scoprire le magnificenze della Messa romana, e molti altri con
me, nel momento in cui i Cattolici sembrano volerle perdere.
Cosa accadrà?
Sono diventato uno straniero nella mia Chiesa e non potrei più ormai trovare
asilo nella vostra...


(Una Voce-Italia, Marzo 1972 pagg.6-7-8)
Marco O. dal quark bunga bunga
2016-01-28 17:02:25 UTC
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Raw Message
Post by Rafminimi
I comunicandi ancora s'inginocchiano, e quasi dappertutto lo fanno alla
balaustra.
Per quanto riguarda la celebrazione versus populum, io ho avuto fin dal
principio e per istinto delle gravi riserve...
Mah, io negli ultimi 25 anni in Germania ho sempre visto l'altare contro il muro, il celebrante con le spalle al popolo ed i fedeli in fila in piedi.

M.

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